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November 30
Una lunga lista di desideri. Così, mi appaiono ora, i miei pensieri. E sullo sfondo, in lontananza, chilometri di buio, che come guardinghi felini mi spiano di soppiatto e fasciano la mente dal dolore. La mia notte è senza stelle. Un'enorme benda nera che lega occhi e giorni. Che protegge e guida, liberandomi dall'incombenza di me stessa. Non ho più nulla da quando sono stata raccolta. E come un fiore, strappato alla sua terra, posso vivere il mio sogno in questo giardino surreale, dove graffi e carezze non son altro che i due lati di una stessa medaglia. Dove i sentimenti non hanno sempre la stessa disgustosa dolcezza del miele, ma sanno incendiare sino alla morte.
November 29 
Ma chi l'ha detto che il paradiso è in cielo? Dov'è scritto che il colore predominante è il bianco? E cosa se ne fanno delle gambe gli angeli, se hanno le ali e possono volare? E se fossero solo i corpi mutilati di chi non ha avuto tanta fortuna in vita, e questo il loro riscatto?
Il mio paradiso è un vecchio giardino abbandonato, pieno di rovi, rose e spine. E' difficile entrarci senza ferirsi. In terra c'è il sangue di tutti quelli che non ce l'hanno fatta. Le mura di cinta sono alte, affilate ed impenetrabili. Non c'è posto per tutti e la folla non è ben accetta. Ma è bello lo stesso, forse anche di più, troppa gente in fondo fa paura... L'aria è pulita, di quelle che lavano i polmoni e il cielo sempre scuro. Nero. Del sole non c'è bisogno, lo abbiamo sotto ai piedi. L'azzurro, invece, è nei fiori.
Il mio paradiso è una piccola, splendida, gabbia per pochi eletti. In pegno solo il cuore che tanto non serve più. C'è stato strappato il diritto di ferirci l'anima, ora possiamo riposare...
November 28
Sta diventando troppo veloce l'alternanza tra sorrisi e lacrime, che se mi chiedessero di che umore sono non saprei più cosa rispondere. Adesso parlo con tutti nella mia mente. Non sono amici immaginari. Sono tutte le persone con cui avrei voglia di scambiare quattro chiacchiere. Prendo in prestito le loro voci e gli metto in bocca i miei pensieri. Mi dicono quello che vorrei sentirmi dire e alle volte mi addormento così, scrollandomi di dosso quell'alone di mistero che mi fa sentire un pò strega e un pò fata, ma sempre troppo diversa. Perchè io non l'ho capito se non sono umana, o semplicemente non voglio esserlo.
November 27
Il più delle volte manca il coraggio... E allora si percorre con rassegnazione il sentiero che la vita ha deciso di impartirci. Non sempre bello, ma senz'altro più facile da seguire. Mi guardo intorno e mi accorgo di quante sono le cose che facciamo "perchè vanno fatte". "Perchè è così". "Perchè il destino è già stato scritto". La verità è che i cambiamenti altro non sono che la strada che si cela oltre il burrone. E saltare è pericoloso. E il vuoto fa paura... C'è chi si affaccia e poi torna indietro. Chi si butta senza pensare, rischiando il tutto per tutto. E chi infine rimane su quello scoglio a sognare, sperando in un soffio di vento. E intanto il tempo passa, quasi fosse una sciagura....
Alle volte vorrei una spinta. Spiccare il volo, o semplicemente schiantare. Ma almeno per qualche istante, provare l'ebrezza di non avere i piedi in terra...
 November 26
A volte torna l'idea infantile d'avere un tempo infinito innanzi a noi, e di potervi correre per sempre. Scheletri d'orologi a riempire quell'immensa distesa di domani, in verità improbabili, ma così ben delineati nella mente, da parerci certi e dovuti. Impegni e sogni inderogabili, ci faranno credere di poter chiedere anche alla morte di attenderci. E lo faremo. Tutti indistintamente, pur sapendo che non ci sarà nessuno a raccogliere le nostre preghiere. Perchè anche la più umile delle esistenze, nel profondo, sa di essere speciale e di meritare almeno un angolo d'infinito.
November 25 Gli sbalzi. I limiti. Quella è la zona consacrata dalla parola fine, dove il cunicolo si strozza. "Vieni, vieni" sussurrerà impaziente. E sarà il gioco della concitazione. Della frenesia. Del massacro esplodente. L'aria verrà mangiata in fretta. Non consentirà il ricambio. La partita prenderà un'unica, prevedibile, piega. Proverai a tornare indietro, ma sarà tardi. Il percorso, nel cunicolo, diventerà estenuante. Ripeterlo al contrario non sarà possibile. Nessuno mai ha rivisto la luce. Siamo capovolti. A testa ingiù, ansimanti. Il sangue scorre solo verso il basso e non è un buon segno. La matassa viene sbrogliata al contrario. Senza ulteriori intrecci, nè intoppi. La rete sarà sempre più larga. L'anima è l'impida. Le maglie diventeranno fori. Tutto il resto è limpido. La tua storia finirà. Non ne parlerai più. Avrai sciorinato tutto, bucando il cielo col tuo carico di speranze.
Un rumore... Ma no. Immaginazione. Sogno. La voce del mare. Silenzio. Silenzio.

Una melodia dorata scivola nell'aria. Note di carillon ad accompagnare ogni suo passo... così delicato da non lasciar traccia nemmeno sulla neve. Regina di un bosco incantato, dove le nebbie si ritraggono al suo passaggio per poi infittirsi un attimo dopo, come a volerla proteggere...o imprigionare. [Luogo di delizie impraticabile ai più. Dimora del nulla. Paradiso perduto] Terra del mistero, quasi dimenticata anche dal pallido sole, che s'affaccia, di quando in quando, tra le fronde dei rami, portando in dono la sua voce, ma non il suo calore. Nulla di malvagio vi dimora, se non nelle squallide acque del lago, ingannevolmente splendenti e placide, dalle quali riaffiorano, a volte, macchie di un passato sanguinoso e si agitano forze contrarie. [Tomba d'indicibili segreti - Inviolabile peccaminosa mela d'Adamo ed Eva] Il vento culla l'intenso profumo di muschio che colma i sensi fino a stordire. Si celebrano estasi e abbandono in tale quiete assimilabile all'eternità. Schizzi di bianco e morbido rosso sulla terra a dimostrazione dell'esistenza di un tale disarmante candore.
 November 24
Il mio rifugio di bimba, lo vedo ancora, anche se buio e zuppo di nebbia. Attorcigliata ai miei giocattoli, con una collana di perle, son rimasta intrappolata alla mia infanzia. Prigioniera di un mondo tanto fragile, quanto perfetto. Colori pastello. Morbidi. Strade costellate di fiori. Pelle d'angelo. Gote sempre arrosate dal vento. Occhi lucidi, spesso gonfi di lacrime. Miele e latte per calmare i tormenti. E coccole. Tante, da non lasciar spazio ad altro.

Detesto l'affetto patologico con cui mi attacco a qualunque cosa mi giri attorno per più di cinque minuti. Oggetti. Animali. Persone. Dovrei appendermi un bel cartello con su scritto "divieto di sosta" all'altezza del cuore, per difendermi dal distacco che mi terrorizza. Si perde tutto, prima o poi, in questa vita. Con un semplice saluto, un addio o una morte, finiamo sempre per separarci. Tutti. Inevitabilmente. Ed io non lo sopporto. Che me ne faccio dei ricordi se non posso abbracciarli o bagnarli con le mie lacrime? E quel Dio che se ne sta comodamente seduto in cielo sopra le nostre teste, un giorno ci condurrà nel regno delle cose perdute, o devo iniziare a credere d'aver perso anche lui? No, perchè non riesco più a trovarlo. Un tempo lo vedevo in ogni cosa che mi circondava, e a modo mio, molto a modo mio, lo pregavo. Ora, non so... Ora scorgo altre cose in ciò che mi circonda, ed ho altre certezze: non ne usciremo vivi da questa vita.
 November 23
Finalmente il buio arriva ad un orario decente. Si può affogare il tempo in fumanti cioccolate calde e guardare il mondo attraverso i vetri appannati. Le esistenze prendono forma solo sotto vari strati di stoffa, e tutto mi appare più morbido. Dolce. E delicato. Persino il letto diviene un rifugio invitante quando il termometro va sotto zero. Le coperte. Il caminetto acceso. E la felicità che mi osserva con occhi di ghiaccio... Tutto fa meno paura nella trappola crudele di un gelido inverno che non tarderà ad arrivare e che già sento nelle ossa. November 22
Ecco cos'è che cerco. Comferme e rassicurazioni. Una voce serena che mi dica "va tutto bene". Oggi è così, potrei semplicemente coglier ciò dalla realtà, ma non mi basta. Amo sentirmele dire certe cose.
November 21
Fanno più male i pensieri alla sera. Sarà per quella luce rossa e fioca che li illumina e li rende vivi, ma li sento agitarsi nella carne come lame impazzite. Vorrei perdere la memoria ed essere figlia del vuoto e del vento d'ottobre che dissemina i ricordi. Sarebbe stato un bel giorno, oggi, per nascere. Avrei potuto scegliere il colore della mia solitudine e restare per sempre nel bosco sola con me stessa. Nessuno mi avrebbe insegnato a parlare. Nessuno mi avrebbe insegnato ad amare. Nessuno avrebbe provato a capirmi, e mai avrei assaporato la sofferenza. Sarei esistita solo per me stessa. Lontana dal genere umano, forse sarei finita per trasformarmi in dell'altro. Una fata. Una belva. Non so. Ma non avrei pianto tutte le notti. Non avrei dovuto cercare tanti perchè. Sarei esistita e basta, come fanno gli animali nella loro splendida ingenuità.
 November 20
Il braccio pallido penzolava fuori dalla vasca da bagno come un ramo ormai appassito. Le dita tese, e leggermente rattrapite, continuavano a disegnare vita in questo mondo, abbandonato già da troppe ore, con piccole gocce rosse. Seminava rose sulle aride mattonelle bianche annaffiate soltanto da lacrime salate prima d'allora. E continuava a scrivere, come sempre aveva fatto, utilizzando l'unico modo che conosceva per comunicare. Forse perchè neppure in cielo aveva trovato qualcuno capace d'ascoltarla. Di lei si dicevano molte cose. Che fosse diventata pazza dopo la perdita del marito. Che vagasse di notte nei posti più strani, e vivesse sola con un grosso cane nero. Che fosse una puttana, di quelle che non godono fin quando non hanno mandato all'aria un'intera famiglia. In verità nessuno la vedeva più da mesi. Nessuno le aveva mai rivolto la parola o conosceva la sua voce. Era scomparsa dalla vista di tutti, ma non certo dalla bocca, dove anzi, rimase a lungo l'oggetto di pettegolezzo più prezioso del paese. La sua bellezza e il suo mistero furono la sua condanna. Il suo corpo desiderabile, l'aveva resa una sorta di strega moderna, tanto affascinante quanto pericolosa da tenere alla larga. Assieme alla carne lacerata dall'acqua, furono ritrovate nelle stesse condizioni le pagine illeggibili del suo diario. La sua vita, e la sua storia, sbranate dagli stessi denti senza punta.
Il cuore a volte è senza scrupoli. Se ti deve dire una cosa non parla, no. Non si scomoda. Ti colpisce a modo suo. O ti pizzica o ti spacca. Bussa fino a fracassarti la gabbia toracica. E in quel buco nero che lascia, poi, può entrar di tutto! Dalle stelle che hai unito con una linea immaginaria sperando formassero il nome della persona amata, alle lacrime versate, al fango della dignità perduta. E a me pare una cosa così romantica. Tragicamente romantica... Osservo quel buco. E' sempre più presente, notte dopo notte. Sempre più largo. Adesso sembra una voragine dove anche la solitudine si perde senza trovare appiglio.
Riempiti gli occhi. Guarda quant'è grande l'allucinazione. Il paradiso mi ha riempito il ventre.

November 19
Voglia d'affondar la testa e rinchiuderla nel tuo petto come un diamante, là a fianco al cuore, tra le cose più preziose che hai. Voglia di raggomitolarmi in un abbraccio che mi nasconda al mondo e mi protegga. Trovar rifugio, un angolo d'infinito, dentro un corpo che non sia il mio e potervi restare sin quando la morte non mi avrà saltata, scordandosi il mio volto.
November 17
Caramelle, dai toni caldi gialli e rossi, lungo la linea di sguardi che conduce al piacere. E cioccolato ad appannare i sensi come vetri, dove ora, tutto è possibile scrivere, per inventare un senso. Neanche le foglie cadono più in questo autunno. E tutti i miei pezzi restano assieme, sorretti soltanto da quest'atroce dolcezza. ..::Esisto nell'impossibilità d'infrangermi::.. Non è uno stato d'animo frequentato quello della serenità, ho tanto spazio per sgran chire i miei pensieri da troppo tempo rimasti segregati negli anfratti più oscuri della mente.
November 16
Oggi ho nostalgia del futuro. Futuro che forse, si può ancora cambiare, o semplicemente futuro non arriverà mai. Nostalgia del non vissuto e della nebbia che lo circonda e che lo rende un enorme pacco sorpresa. Un regalo privo di riferimenti temporali. Un adrenalinico passo nel vuoto. Un'incognita abitata da me, non so ancora per quanto, la mia vita...
 November 15
Perdere le ali, come fanno le farfalle, per raggiungere la luce, e restare indifesi, nudi, vulnerabili, di fronte a tanta bellezza. Perdere la libertà del volo, pur di leccare la felicità anche per un solo istante. E poi precipitare senza protezione. E non avere più paura di nulla...
"Si parla tanto del bello che è nella certezza; sembra che si ignori la bellezza più sottile che è nel dubbio. Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante. Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte." Oscar Wilde
November 14 E mi spiace per chi si sforza ancora di capirmi. Tempo perso. La loquacità non è mai stata il mio forte. Se volete spiegazioni cercate altrove. Io non so rispondere. Accettatemi o abbandonatemi, ma non domandate. Io sono soprattutto quello che non dico.
Sono lì. Tra un perchè e l'altro. Nel silenzio... 
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